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Rieducazione da traumi o patologie da sport

Rieducazione da traumi o patologie da sport
10 Set 2018

Rieducazione da traumi o patologie da sport

Lo Staff Riabilito si avvale di un approccio multidisciplinare per trattare gli infortuni derivanti dalla pratica dell'attività sportiva, con l'obiettivo di ottenere la guarigione della lesione, ripristinare il movimento e la funzione alterata, per garantire il ritorno alla pratica dell'attività sportiva, minimizzando il rischio di recidiva.

Il nostro approccio prevede trattamenti personalizzati, adattati alla tipologia e alla sede della lesione, ai bisogni individuali e agli obiettivi da raggiungere, che di norma si svolgono, con terapie e tempistiche specifiche per ogni singolo caso, attraverso queste fasi:
- Risoluzione della sintomatologia dolorosa - Recupero dell'articolarità o di un movimento specifico - Ripristino di forza e resistenza muscolare - Rieducazione propriocettiva e recupero della coordinazione - Recupero del gesto tecnico specifico.

Le principali tipologie di infortunio trattate sono:

- Lesioni muscolari

- Distorsioni

-Fratture

- tendinopatie e lesioni tendinee e legamentose

 

I trattamenti vengono effettuati anche tramite l'utilizzo delle più moderne apparecchiature quali la Tecarterapia e il confezionamento dei bendaggi più adatti al trauma o alla patologia da curare.

Qui i principali bendaggi utilizzati:

Bendaggio Funzionale

Per bendaggio funzionale si intende un presidio di fisioterapia che, utilizzando bende adesive estensibili ed inestensibili opportunamente combinate, si propone di preservare singole strutture muscolo-tendinee capsulolegamentose da agenti patomeccanici o potenzialmente tali senza limitare la fisiologica articolarità su qualsiasi piano essa si sviluppi.
Tipologia:
- articolari
- muscolo-tendinei
Ruolo:
- preventivi
- terapeutici
- riabilitativi
Funzioni:
- scarico
- stabilizzazione
- supporto psicologico
- compressione
- sostegno
- antalgico

Bendaggi articolari
Sono utilizzati a sostegno delle strutture capsulolegamentose stabilizzatrici passive delle articolazioni. I materiali si usano combinati in vario modo sia in rapporto al fine, sia in rapporto alla morfologia del distretto articolare da stabilizzare.

Bendaggi muscolo-tendinei
Sono utilizzati a sostegno delle strutture muscolari e/o tendinee.

Bendaggi preventivi
Vengono utilizzati normalmente per la gara e l’allenamento e hanno la precisa finalità di proteggere le strutture potenzialmente più vulnerabili da specifiche sollecitazioni patomeccaniche negli sport quanto per:

  • difetti somatici congeniti o acquisiti;
  • difetti di portamento;
  • instabilità croniche secondarie a pregressi eventi traumatici;
  • carichi iterativi submassimali cronici ad effetto lesivo cumulativo.

I bendaggi preventivi devono sempre essere rimossi dopo la gara o l’allenamento.

Bendaggi terapeutici
Vengono usati nel trattamento di lesioni traumatiche acute o microtraumatiche croniche in cui il danno anatomo-patologico è contenuto o assente (vedi paragrafo delle indicazioni) con il fine di ottenere la guarigione clinica della lesione evitando la immobilizzazione totale.

Bendaggi riabilitativi
Vengono usati nella fase di recupero dell’atleta, quando cioè, ottenuta la guarigione della lesione (indipendentemente dalla gravità e dal tipo di trattamento) ci si propone di ottenere un precoce ripristino  della completa articolarità, della vigilanza propriocettiva e della coordinazione motoria, indispensabile per riportare l’atleta nella migliore condizione di forma: le funzioni meccaniche sono di sostegno, scarico, stabilizzazione, compressione.
Sostegno
Articolare realizzato con cerotto da taping: ha il compito di proteggere singole strutture capsulolegamentose da insulti patomeccanici.
Scarico
Funzionale realizzato con bende estensibili nei vari piani; ha la sua applicazione ottimale sulle strutture muscolo-tendinee e ha il compito di ammortizzare sollecitazioni distrattive agenti sulle unità motorie. La tecnica prevede ancoraggi muscolari per ridurre l’intensità della contrazione muscolare ed ancoraggi tendinei che agendo sulle leve scheletriche inserzionali pongono in detensione la struttura tendinea. L’uso della benda estensibile è preferibile al fine di evitare stop bruschi che mal si conciliano con gli automatismi neurofisiologici di queste strutture.
Stabilizzazione
Articolare con combinazione di bende estensibili e inestensibili; ha il compito di potenziare la funzione di contenzione di legamenti ipovalidi, insufficienti o comunque vulnerabili sotto lo stress del carico sportivo. La stabilità attiva è condizionata dalla esigenza tecnica di preservare il movimento fisiologico e quindi di mantenere attiva la propriocettività. La tecnica prevede il posizionamento di nastri stabilizzanti lungo gli assi neutri delle articolazioni da proteggere con conseguente minor uso di materiale.
Compressione
Articolare e muscolare realizzata con bende estensibili; ha il compito di esercitare un’azione pressoria che si oppone in termini fisici alla formazione di eventaule versamenti articolari o di ematomi muscolari.
Le funzioni generiche sono di supporto psicologico e antalgico-antiflogistica.
Supporto psicologico
L’atleta protetto dal bendaggio ritrova più rapidamente quel senso di sicurezza indispensabile per una maggiore vigilanza soggettiva ed un migliore rendimento atletico.
Antalgico - antiflogistica
Legata al relativo riposo funzionale prodotto dal bendaggio sulla struttura lesa. Viene molto apprezzata dall’atleta e dal tecnico poiché favorisce un rapido reinserimento dell’atleta all’attività sportiva.

TECNICA

Lo studio e lo sviluppo del bendaggio funzionale hanno permesso di codificare alcuni principi basilari che devono essere sempre tenuti presenti dai cultori della materia per evitare di incorrere in errori di indicazione che potrebbero essere altamente dannosi.
E’ opportuno pertanto:

  • fare una diagnosi mirata utilizzando tutti i supporti clinici e strumentali necessari;
  • analizzare in termini precisi la fisiopatologia del movimento traumatico;
  • rispettare il principio della conservazione utilizzando poco materiale applicato sulle proiezioni cutanee delle strutture da proteggere;
  • conoscere le proprietà del taping (a palizzata, intrecciato, a farfalla, a ventaglio, ecc.) e la loro funzione;
  • scegliere i materiali le cui proprietà strutturali risultano le più efficaci per le finalità previste dal bendaggio;
  • evitare che il bendaggio rimanga applicato oltre i dieci giorni per non creare fenomeni irritativi cutanei;
  • preparare adeguatamente la cute con la depilazione e migliorare l’adesività con l’uso di sostanze sgrassanti e benzoino.

INDICAZIONI
Le indicazioni all’uso del bendaggio funzionale sono molteplici e si diversificano in base alla loro tipologia:

  • nella prevenzione: si usa in alternativa al “taping americano” e ha un’ampia applicazione; in esso deve prevalere la componente distensibile in quanto deve essere il più dinamico possibile per potersi conciliare nel modo migliore con le necessità del “gesto atletico”. Il bendaggio preventivo non deve mai essere usato su distretti articolari “sani” dal punto di vista morfologico, statico e dinamico.
  • nel trattamento: si usa come presidio integrativa ma non sostitutivo dell’apparecchio gessato; in esso sarà prevalente la componente inestensibile in quanto si deve ottenere una contenzione più rigida ed una maggiore tenuta.

1° intervento
LESIONI ACUTE:

dopo l’uso di app. gessato (per trattamento cruento o no) riducendo i tempi di immobilizzazione instabilità articolari croniche.
LESIONI CRONICHE:
Tendinopatie

  • nella riabilitazione: si usa come presidio integrativo di protocolli di trattamento fisiokinesiterapico. In esso ci sarà un’iniziale prevalenza inestensibile, che progressivamente lascerà sempre più spazio alla componente distensibile man mano che il recupero delle funzioni “naturali” di stabilizzazione, “vigilanza propriocettiva” e coordinazione muscolare, richiederanno una maggiore dinamizzazione del bendaggio funzionale.

 

Kinesiotaping/Taping Neuromuscolare

È un bendaggio adesivo elastico con effetto terapeutico bio-meccanico. La tecnica è basata sul processo di guarigione naturale del proprio corpo.
Dimostra la sua efficacia attraverso l'attivazione dei sistemi neurologici e circolatori. Questo metodo proviene dalla kinesiologia (la scienza del movimento) secondo cui ai muscoli non viene attribuito solo il compito di muovere il corpo, ma anche il controllo della circolazione dei fluidi venosi e linfatici, della temperatura corporea, etc. Appena il corpo si muove, il tape funzionerà come una pompa, stimolando continuamente la circolazione linfatica. Appena la tecnica riduce la pressione locale sui recettori del dolore, il dolore muscolare si riduce.
L’applicazione precisa del tape è essenziale per assistere il fluido linfatico in una particolare direzione. La tecnica ha quattro principali effetti fisiologici: corregge la funzione muscolare, aumenta la circolazione del sangue/linfa, riduce il dolore, assiste nella correzione di allineamento l'articolazione.

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